Verso Sud

18 08 2013

Un itinerario da Roma fino in Irpinia passando per la provincia di Isernia.

Lascio Roma nell’ ora più calda della giornata e mi dirigo verso Sud. Partire troppo presto vorrebbe dire andare incontro alle ore calde così, in barba a tutti i consigli, alle 13 sono in autostrada in modo da passare le ore del pomeriggio in sella.

La prima sosta è San Pietro Infine (CE), comune che fu pesantemente bombardato durante la II Guerra. Si trovava infatti lungo la linea “Gustav”, fortificazione che divideva in due la penisola con i tedeschi a Nord e gli alleati  a Sud.

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Dopo una sosta rinfrescante (albero + fontana) mi dirigo verso Isernia

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Vorrei visitare la città abbandonata di Rocchetta Alta ma sbaglio strada e il giro si rivela più lungo del previsto.

Arrivo comunque a destinazione

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Visitati rapidamente i pochi ruderi faccio un salto alle sorgenti del Volturno.

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E’ ora di puntare decisamente a Sud. Voglio però evitare la superstrada per Benevento (almeno in parte) e quindi devio verso i rilievi Molisani subito a Sud di Isernia: Longano e Roccamandolfi.

Percorro strade secondarie strette e poco trafficate, sono molte le tracce sterrate che si perdono nella boscaglia ma non c’è tempo di esplorarle tutte perchè non voglio fare notte.

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Roccamandolfi

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Mi spetta un tratto di “stradona” fino a BN, a questo punto visito la seconda città abbandonata di questo tour: Apice Vecchia

L’ abitato fu evacuato a seguito del terremoto del 21 Agosto del 62.

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Ormai sono vicino all’ arrivo.

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Melito Irpino

18 08 2012

Una rapida visita ad un paese fantasma nei pressi di Grottaminarda (AV).
Prima qualche curva sul Formicoso

Per giungere in località Melito Vecchio, abbandonata dopo il terremoto del 1962

 





Basilicata: Craco e dintorni

17 08 2012

Parto di buon ora per un giro prevalentemente su asfalto tra Campania e Basilicata.

L’itinerario di oggi parte dall’ Alta Irpinia per giungere nel cuore della Basilicata in provincia di Matera.

Percorro la Fondovalle Sele, poi un tratto di SA – RC fino ad imboccare la Basentana e lasciarla allo svincolo per Accettura. Uscito dalla superstrada mi aspettano circa 20 km di curve fino al primo centro abitato.

Il paesaggio montano offre numerosi divagazioni per chi è alla guida di una dual. Numerosi sterrati partono dalla traccia principale, il fondo è buono in quasi tutti i casi ma all’ interno dei boschi è difficile orientarsi.

Le temperature torride diminuiscono sensibilmente quando si superano i 600 m di quota. La quota massima di oggi è stata di circa 1000 m. Trovo lunghi tratti a fondo sabbioso che mettono in crisi anche le gomme tassellate.

Giunto ad Accettura proseguo per San Mauro Forte, per arrivare a Craco voglio percorrere strade secondarie tenendomi lontano dal traffico di Ferragosto. Superata San Mauro il paesaggio cambia


Vedo i primi calanchi da vicino

…e raggiungo finalmente la mia meta, Craco!!

Craco era un comune di circa 2000 abitanti che nel ’63 fu abbandonato a causa di una frana. Gli abitanti furono spostati nel vicino abitato di Craco Peschiera e, fino a 2 anni fa, si era liberi di circolare all’ interno delle sue rovine.

Oggi invece, dopo che negli anni passati ignoti hanno saccheggiato i ruderi privandoli delle campane, dell altare della chiesa e di quanto altro hanno ritenuto opportuno, il turista si trova a pagare € 6 e a dover fare una visita guidata “in sicurezza”. Ciò significa che si può visionare solo una piccola parte delle rovine, e  con un caschetto in testa.

Una visita in completa libertà sarebbe stata più affascinante ma le guide sono preparate e disponibili e non bisogna aspettare troppo tra un turno e l altro. Inoltre i numerosi dettagli storici raccontatici dai simpatici accompagnatori valgono ben più di quel po’ di caldo che si soffre sotto il caschetto.

Secondo Wikipedia la frana, durata circa 20 anni, “sembra essere stata provocata da lavori di infrastrutturazione, fogne e reti idriche, a servizio dell’abitato”. In effetti fu provocata dalla costruzione di un campo di calcio, proprio nella parte bassa del paese. I lavori di sbancamento per il campo da gioco diedero inizio a un crollo che si è fermato solo negli anni 80 anche grazie ad un bosco piantato per l occorrenza. Un campo da calcio ha tirato giù una città, storie d’ Italia.

I resti di un forno

L’ interno di un abitazione

Vicoli…

Resti dell abitato

La foto sotto mostra ciò che rimane della vecchia cisterna comunale dove si raccoglieva acqua che si credeva fosse sorgiva (guardando oltre si può vedere il bosco che è stato piantato pochi anni fa). Dopo analisi effettuate intorno agli anni 70 risultò che tale acqua proveniva da perdite dell acquedotto e della rete fognaria…

Un’ altra curiosità del luogo è che l acqua è rimasta allacciata fino all’ anno 2000. Dal 63 le fontane comunali continuavano a far fuoriuscire acqua che si riversava a valle. Proprio nel 2000, in corrispondenza della chiusura dell’ acqua, è andato via l ultimo abitante della città.

Riprendo il mio viaggio su strade deserte

E giungo quindi ad Aliano, comune in provincia di Potenza di circa 1100 abitanti posto ad una altitudine di circa m 550. Nota per essere stata luogo del confino di Carlo Levi e ambientazione del suo libro “Cristo si è fermato ad Eboli”

Nella foto sotto la casa dello scrittore


A pochi km da qui vi è Alianello, abitato abbandonato in seguito ad un evento franoso

Da qui scendo nella Val d’ Agri, dove faccio una sosta nei pressi della diga del Pertusillo

Continuo fino alla SA – RC che mi riporta a casa

 

 





La locomotiva di Polla

4 09 2011

Un giro tra le provincie di Avellino Salerno e Potenza.

Parto imboccando la “Fondo Valle Sele”, stradone asfaltato che mi porterà verso la zona di Contursi. Proprio lì vicino ho in mente di visitare Romagnano al Monte, paese abbandonato dopo il sisma del 1980 e ricostruito poco più a valle.

La giornata è afosa, non ho difficoltà a seguire le indicazioni per arrivare sul posto. Il paese mi si presenta davanti così

Leggo da un cartello che l abitato è in fase di riqualificazione, i lavori interessano l’ex palazzo comunale. Il posto è spettrale e affascinante allo stesso tempo

Dopo la visita proseguo verso Polla, per raggiungere questa città dovro passare per parte della provincia di PZ.  Mi fermo a fotografare ponti viadotti e piccole stazioni

Imbocco la Statale delle Calabrie e dopo poco giungo a Polla (SA).

Non ero sicuro che lei fosse lì ad aspettarmi, invece eccola lì…. Sola e relativamente poco arrugginita.

La stazione, anche se abbandonata, è recintata e preferisco non scavalcare.

Da Polla riprendo verso Nord, sulla mia strada passerò per le gole del Fiume Bianco, che meritano senz altro una visita più approfondita

Per tornare nella provincia di Avellino passerò da Muro Lucano, quindi Castelgrande e poi Pescopagano. Per raggiungere quest ultima meta “scavalco” il Monte Carruozzo (1220 m slm) dove cerco qualche sterro

Giungo quindi a Pescopagano e torno a casa.