Alpi Piemontesi

Vedi anche

https://francescomartini2010.wordpress.com/2011/07/19/col-du-sommelier/

https://francescomartini2010.wordpress.com/2011/07/19/val-di-susa-forte-jafferau/

https://francescomartini2010.wordpress.com/2013/07/05/via-del-sale-2013-apertura-cantieri/

 

Un giro stupendo, in completa solitudine, ammirando per giorni le meraviglie delle Alpi.

L’ idea risale a circa 11 anni prima. Diplomando 19enne acquistai lo speciale di “Motociclismo”  “Vacanze in moto 99” dove si parlava del Piemonte e dei suoi sterri, in particolare del Colle del sommelier e dello Jaffreau, un mondo che neanche immaginavo esistesse.

Poi, alcuni anni dopo, il trasloco. Le foto mi riapparvero davanti come per magia.

Il mio mezzo di trasporto era cambiato però, e non solo quello. Mi informo sui forum del settore dove in realtà scrivo già da qualche tempo e, con le informazioni raccolte, decido di partire.

Il furgone preso a noleggio mi porta a destinazione, anche se con gli anabbaglianti difettosi. L’ alloggio è una piccola pensione nascosta e fuori mano, ideale per qualche giorno di riposo (già segnalata su Motortrip).

Sono partito tardi da Roma e giungo a Meana di Susa a notte inoltrata. Tempo di fare conoscenza con la gentilissima signora ene vado a dormire ansioso di iniziare i miei giri.

La mattina dopo finalmente parto, la prima strada percorsa è quella più vicino al mio alloggio: il Colle delle Finestre.

Finalmente sto guidando lungo le strade militari della Grande guerra, ho atteso molto a lungo questo momento, il paesaggio è stupendo.

Supero in fretta un breve tratto asfaltato, tornanti sterrati in ottimo stato di manutenzione si susseguono mano a mano che mi avvicino alla sommità del passo. Il “dado” è lassù, si tratta del corpo di guardia del Falouel così soprannominato a causa della sua forma. Fu edificato nel 1882, assieme al Forte Serre Marie (anche esso in zona),  come potenziamento dell’ adiacente Forte di Fenestrelle. Attualmente è semi distrutto, dopo decenni di abbandono e di saccheggi.

In vista del “dado”

A pochi metri dall’ avamposto si trova il “Colle delle Finestre”, meta ambita da ciclisti e motoalpinisti

Da qui inizia la discesa, l’ idea è quella di collegarmi alla Testa dell’ Assietta e proseguire verso Sestriere. Sceso a Pian dell’ Alpe devo constatare che, nonostante che la sbarra sia aperta, il cartello avvisa della presenza di una interruzione a poche centinaia di metri. A questo punto non mi resta che prendere la statale fino a Sestriere e percorrere l’ Assietta fino all’ interruzione in questione. In questo modo dovrei riuscire a vederne la maggior parte.

La strada dell’ Assietta è davvero bella e regala paesaggi unici. In quota la temperatura si abbassa notevolemente e su molti tratti è rimasta della neve.

Sono abituato a girare sugli Appennini, dove le altezze sono notevolemente diverse. trovarsi quassù fa letteralmente girare la testa. In alcuni tratti la strada si stringe,o è coperta di neve. Devo ricordare che sono solo, non posso permettermi di azzardare.

L’ odore delle erbe alpine in fiore è una cosa assolutamente nuova per me. E’ un aroma molto forte, lo senti subito, sembra quasi un affettato (forse avevo fame)

Il percorso è più lungo del previsto. Mi chiedo più di una volta se sono sulla strada giusta oppure no. Non ho superato svincoli di nessun tipo, quindi non corro il rischio di perdermi.

Dai segnali della foto sopra mi accorgo che sono sulla strada giusta.  Da qui inizio a scendere verso Pian dell’ alpe, dove arriverò in meno di mezz ora. Dell’ interruzione nessuna traccia. A saperlo prima mi sarei risparmiato un bel po’ di asfalto.

Dopo una piccola sosta al “Bellavista” mi dedico alla terza tappa del giorno: Il Colle del Sommelier, so per certo che è aperto al traffico motorizzato solamente dopo le ore 1700, per questo motivo l ho tenuto in serbo per il tardo pomeriggio.

Tra tutti i percorsi è questo quello più affascinante dell’ intera trasferta, le immagini parlano da sole

Superato il rifugio Scarfiotti la salita diventa a tratti molto ripida con dei tornanti piuttosto stretti, nulla che il buon TTR e il suo prudente pilota non riescano ad affrontare.

Durante la salita incontro un residente della zona. A quanto pare la marmotta non è affatto intimorita dal rumore della moto e ho il tempo di fermarmi a fare una foto. In realtà non sapevo di che animale si trattasse, me lo ha detto più tardi la titolare dell albergo.

Verso i 2700 m slm l’ aria è pungente, ma il problema è un altro: c’è decisamente troppa neve…

A quanto pare no… La Vetta del Sommelier sarà per un altra volta.

Mi sono perso la parte migliore?? Forse si, ma qui anche i migliori tornerebbero indietro. Non sto a pensare più di tanto all’ inconveniente, mi giro e, tornando sui miei passi, mi guardo un po’ intorno

La mia discesa continua, faccio una rapida visita all’ abitato di Rochemolles

La prima giornata di sterrati alpini finisce qui, anche perchè la mia schiena (e non solo quella) è a pezzi.

La sera faccio un giro (a piedi) nei pressi della stazione di Meana

E la mattina dopo sono pronto per affrontare la “Via dei Saraceni” con l’ idea di visitare il forte Pramand, Foen e Jafferau.

Raggiungo il borgo da dove inizia la salita. In alcuni punti è molto ripida e la strada risulta piuttosto malmessa. Dopo poco le condizioni migliorano decisamente

I primi ruderi che visito sono quelli del forte Pramand, nei pressi dell omonima rocca a 2162 m slm. Entrato in funzione nel 1905, venne fatto parzialmente saltare alla fine della seconda guerra mondiale. Si trova infatti a meno di 20 km dal confine con la Francia, e l’ articolo 47 del trattato di pace prevedeva la demolizione delle strutture militari che si trovavano troppo vicino al confine.

Il forte è in pessimo stato di manutenzione


Dopo aver fatto un breve giro all’ interno supero il forte Bramafam e mi dirigo verso il Foen.

Per raggiungere la mia prossima meta dovrò attraversare la “Galleria dei Saraceni”, uno stretto budello roccioso non illuminato e allagato, lungo circa 1 km. Non è davvero il posto ideale per chi soffre di claustrofobia, e neanche per chi intende affrontarlo con il potente faro del TTR.

L’ interno è molto freddo. Lo specchio d acqua che si trova a terra è poco profondo ma non permette di vedere se ci siano buche o peggio. Il continuo gocciolio che arriva dal soffitto rende tutto irreale, eppure è verissimo.

Raggiungo l uscita (foto sotto) e continuo

Il Foen si raggiunge tramite un facile sterrato

a questo punto manca solo lo Jafferau. Sono due motociclisti ad anticiparmi che “lassù” (a circa 2700 m) è pieno di neve. Ma sono qui e decido di andare lo stesso

In effetti dopo alcuni chilometri sono costretto a fermarmi

Sono in sella da un giorno intero ormai. Ma è anche l’ ultimo giorno di trasferta, quindi per concludere mi dedico a un più rilassante giretto stradale che mi porterà fino in Francia. In particolare decido di fare una corsa sul Passo della Scala ( o Col de l’ Echelle), passo asfaltato che collega i due paesi.

Una volta giunto in terra straniera mi dedico all esplorazione dei paraggi, stupendi..


Ritorno quindi alla base.

Domattina sveglia alle 4, con le penali degli autonoleggi non si scherza…

Tornerò presto

9 responses

9 08 2012
michele

ciao, come posso contattarti per delle informazioni sul tuo giro?
grazie
michele

14 08 2012
fra

ho letto la mail ti chiamo

24 11 2012
andrea

giro e foto stupendi, complimenti…
Anch’io avrei necessità di informazioni…
grazie ciao
Andrea

23 05 2013
Alessandro

Bel giro ma una cartina che indichi dettagliatamente il percorso dove si può rintracciare
Grazie

29 05 2013
Alessandro

Bellissimo viaggio e possibile avere una cartina o indicazioni dettagliate del giro
GRAZIE

30 05 2013
fra

Ciao hai un indirizzo mail?

8 07 2013
GIOVANNI

Ciao, mi piacerebbe provare il giro fra due settimane. puoi mandarmi una cartina ? gRAZIE

8 07 2013
fra

ciao scrivi a gigierpiega@hotmail.com così ti rispondo

16 02 2016
viaggidiunamotocicletta

Complimenti per i tuoi viaggi, e alla fida TTR.

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