Via del Sale 2013 – Apertura cantieri

5 07 2013

APERTURA DEI CANTIERI

Opere di consolidamento e messa in sicurezza della strada ex-militare Monesi – Briga Alta – La Brigue – Limone Piemonte – Colle di Tenda

Il R.U.P. Ing. Gino Ferraris ed il Direttore dei lavori Ing. Hervé Bongioanni Rendono noto che : Dal 1° luglio 2013 inizieranno i lavori di esecuzione del progetto Alcotra finanziato dalla U.E . per il consolidamento e la messa in sicurezza della strada ex militare Monesi – Briga Alta – La Brigue – Limone Piemonte – Colle di Tenda.
Per ragioni di sicurezza la strada rimarrà chiusa al traffico veicolare dei mezzi a motore sino alla fine dei lavori. I cantieri di lavoro sono disposti in 77 punti descritti sulla allegata cartografia. La strada sarà percorsa dai mezzi d’opera della impresa esecutrice dei lavori.
Ai pedoni, ai ciclisti, agli escursionisti a cavallo, è consentito il transito con il rispetto inderogabie della prescrizione di utilizzo di sentieri alternativi in prossimità dei singoli cantieri.
Tutte le informazioni sono reperibili sui siti dei Comuni di Limone Piemonte, di La Brigue, di Tende, e sul sito specifico del progetto alcotra.
Tale sito sarà aggiornato regolarmente in base allo andamento dei lavori.

Questo il link al sito:
http://www.stradaexmilitare-monesi-colleditenda.com/index.php?lang=it

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Val di Susa – Forte Jafferau

19 07 2011

Vedi anche  https://francescomartini2010.wordpress.com/le-alpi-piemontesi/

 

Il forte dello Jafferau è posto sulla sommità dell’ omonimo monte (2700 m slm circa). Fu costruito tra il 1896 e il 1898 e poteva ospitare circa 200 uomini.

La strada militare che lo raggiunge è percorribile pressochè da qualsiasi moto da enduro anche bicilindrica, vista la lunghezza del percorso è consigliabile dedicare a questo “giro” almeno mezza giornata con partenza (dalla valle sottostante) la mattina presto.

La prima parte della strada, quella fino ai Forti Pramand e Foen (vedi pagina “Alpi Piemontesi”) è molto facile.La salita non è ripida e i paesaggi sono quelli che non ci si stanca di fotografare.

Dopo qualche chilometro di salita si giunge alla “galleria dei Saraceni”: un budello di roccia stretto e buio lungo circa un chilometro.

Usciti dalla galleria si superano le rovine del primo forte per andare a imboccare la parte alta della strada militare.

Una volta in vista delle fortificazioni in cima si incontrano dei ruderi che dovrebbero appartenere alla stazione terminale (a monte) della teleferica militare.

Superato ciò che resta dell avamposto si affrontano gli ultimi tornanti: la strada è una pietraia che però risulta essere poco scivolosa (sono salito con gomme stradali). si giunge quindi in cima.

Per la discesa è consigliata la “sella confort” :-)))





Col du Sommelier

19 07 2011

Vedi anche  https://francescomartini2010.wordpress.com/le-alpi-piemontesi/

 

Dopo essere rimasto a bocca asciutta lo scorso anno a causa della neve, come mi ero promesso, torno sul Sommelier (questa volta accompagnato) con il proposito di arrivare in cima. Anzichè il periodo di giugno (troppo freddo) ho scelto di partire verso metà Luglio, così da trovare le strade libere.

In effetti di neve ne è rimasta ben poca: nel pomeriggio iniziamo la salita dirigendoci verso il rifugio Scarfiotti. La strada durante la settimana è sempre aperta al traffico motorizzato. Nel fine settimana invece, per poterla percorrere in moto, occorre aspettare le 1700.

Giunti al rifugio Scarfiotti imbochiamo lo sterrato che si fa più stretto e ripido ma resta in ogni caso piuttosto facile anche con gomme stradali.

Si prosegue per diversi chilometri, i paesaggi sono mozzafiato e la pendenza non è mai eccessiva

Salendo verso i 2700 m slm si comincia a incontrare qualche lingua di neve. Il calo di potenza del monocilindrico e appena percettibile.

Fino a che si arriva a destinazione. Il Col du Sommelier è situato proprio sl confine tra Italia e Francia, a 3000m slm. Il confine è segnato da una palizzata di legno oltre la quale vi è un piccolo lago alpino. Le acque di questo lago sarebbero tanto freddo da impedire quasi totalmente lo svilupparsi di forme di vita al loro interno. Oltre il confine vige in teoria un divieto di transito (su quei pochi metri che sarebbero ancora percorribili) ma la recinzione non è integra.

In discesa attenzione a non surriscaldare troppo i freni.