MARI & MONTI: ESPLORAZIONI IN CIOCIARIA

13 05 2011

La Ciociaria è un’area i cui confini tuttora non sono ben chiari. Generalmente con il termine “Ciociaria” si indica la provincia di Frosinone in generale, ma ciò non è del tutto esatto. La provincia è stata infatti istituita nel 1927, ma il toponimo “Ciocciarìa” compare per la prima volta in documenti ufficiali già nel 1600. Si trattava grosso modo di una parte della provincia denominata “Terra di Lavoro”, la cui decadenza iniziò intorno al 1861 e il cui scioglimento comportò la nascita delle province di Frosinone e Latina. Possiamo quindi affermare, a grandi linee, che la Ciociaria è compresa nel Frusinate e in una parte della provincia di Latina.

Parto di buon mattino e imbocco l’ “A1” in direzione Napoli per uscire a Ceprano. Da qui mi dirigo verso i monti, precisamente gli Ausoni e gli Aurunci, sono proprio quest’ultimi che mi dedicherò ad esplorare.

La strada asfaltata che mi porta sul posto è molto divertente, ma la lascio per dedicarmi alla prima variante sterrata. Si tratta della zona detta di “Sant’ Onofrio”, dal nome del medesimo convento (circa 800 m slm)

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Il convento e chiuso e decido di proseguire

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Il paesaggio è molto bello, anche se il cielo nuvolo non esalta i colori. Ovviamente dopo una settimana di simil-estate, le nuvolacce aspettavano che prendessi la moto..

Per strada vedo dei pozzi, o riserve idriche, che non ho mai visto altrove, in questa zona ce ne sono diversi

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Proseguo per questo sterrato che si rivela piuttosto facile, in mappa sembrava molto breve invece non lo è affatto. Evito tutte le varianti chiuse con la catenella e mi dedico a curiosare in quelle “aperte”.

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Ritorno sui miei passi per salire sul Monte Faggeto (1250 m circa slm).
Lo sterro che sale in cima è molto lungo, alterna tratti da terza piena a salite piuttosto ripide

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In una giornata limpida nella foto sopra dovrebbe vedersi chiaramente il mare e la piana di Fondi, anche l’ isola di Ponza.

Proseguo con la salita

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Anche nella foto sotto, scattata guardando verso Nord, in un’altra giornata si vedrebbe il mare

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Mano a mano che si sale il paesaggio cambia

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Il mio percorso finisce proprio nei pressi della cima, vicino a un rifugio. Lo sterro termina qui, e non sembra collegato ad altri, anche se in linea d’aria sono molto vicino alla valle del convento di Sant’ Onofrio.

Riprendo la provinciale a valle e salgo in prossimità del Passo di San Nicola. La strada in questione separa la catena degli Ausoni da quella degli Aurunci. Imbocco un altro sterro per rendermi conto del posto, le varianti sono molte ma per motivi di tempo mi dedico solamente alla traccia principale

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E’ uno sterrato facile, piacevole, fatto di saliscendi. il raggio visivo è di non più di 500m, niente a che vedere con le immense distese abruzzesi.

Di solito in questa località, nel tardo pomeriggio, sale la nebbia dal mare e si ferma in prossimità dello sterrato dando l’ impressione di camminare sopra le nuvole. Posto una foto che ho fatto qualche tempo fa intorno alle 1800

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Tornato al Passo di San Nicola mi dirigo verso Itri. E’ un peccato non poter percorrere la strada antica dal fondo in pietra, denominata “Strada 1848” e risalente proprio a quell’anno. E’ ridotta a poco più di un sentiero e si trova all’ interno di proprietà private, è quindi interrotta da recinzioni varie.

Da itri proseguo verso Sperlonga sterrando dove posso. Le strade qui hanno un ottimo asfalto e mi diverto anche col monocilindrico. trovo uno sterro che seguo avvicinandomi il più possibile al mare

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Qui finisce il mio viaggio, da questo punto inizia il ritorno a Roma via Statale. Un anello di 380km complessivi che mi ha reglato solo un assaggio di quello che i monti circostanti possono offrire.

Peccato per il cielo plumbeo che non mi ha regalato i colori che cercavo..

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One response

3 08 2011
dariomarchese

A Fra e te vorresti fare il cbf 1000, dopo esserti abituato a zappare la terra con il TT……..
Secondo me ti romperesti le palle, prosegui con le vere enduro!

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